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D.C. 15 gennaio 2015
La critica situazione gestionale del centro di riabilitazione di Ploaghe è stata portata all’attenzione della Regione dai sindacati Ggil, Cisl e Uil, i quali minacciano di protestare davanti al Palazzo dell’Assessorato regionale alla Sanità, se il Governo non interverrà
Centro riabilitazione Ploaghe, sindacati in agitazione


SASSARI - «Ancora una volta scriviamo per denunciare pubblicamente la totale inconcludenza della classe Politica Regionale tutta, nel fronteggiare la gravissima situazione gestionale in cui versa il centro di riabilitazione di Ploaghe» è l’incipit della lettera inviata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di Ploaghe alla Regione. Già il 5 dicembre scorso gli stessi avevano scritto all’assessore alla Sanità Arru, al presidente della Regione Pigliaru e al presidente del Consiglio regionale Ganau, per chieder loro un incontro urgente al fine di esporre il problema.

Un problema nato sostanzialmente da «una situazione gestionale ormai giunta alla paralisi, tant’è che gli stipendi al personale e le fatture di chi lavora in ditte esterne, non sono state pagate: notizia apparsa sulla bacheca aziendale a firma del Commissario Straordinario», spiegano i sindacati. Il tutto aggravato da un incontro che ha avuto luogo con il presidente del Consiglio Regionale, il quale si è fatto portavoce delle istanze espresse, e che a nessuna decisone ha portato, facendo così passare altro tempo.

«È ora che la politica regionale si muova con forza per completare e dar gambe ad un piano industriale che da anni - dal 2007 - attende il via libera dalla giunta regionale», hanno appellato a tal proposito Cgil, Csl e Uil. Sembra infatti che nella finanziaria 2012 il consiglio regionale abbia destinato all’ente 25milioni di euro per sanare la situazione debitoria e che da quella data nulla è stato fatto per il rilancio dell’Ipab, attraverso l’accreditamento dei volumi di attività che avrebbero consentito il pareggio di bilancio.

Condizione indispensabile questa per avviare le procedure di trasformazione della forma giuridica dell’Ipab in “Asp”, ovvero in azienda pubblica di servizi alla persona, così come previsto dalla Legge regionale numero 23 del 2005 e dal relativo Regolamento di attuazione. E invece l’ente «continua a macinare perdite di esercizio milionarie e stando così le cose appare inevitabile un ulteriore intervento finanziario che graverà sui capitoli di spesa della sanità e di conseguenza sui cittadini». Le nuove attività prospettate infatti, raccontano lavoratori e sindacati, «non sono state implementate e i reparti soffrono la scarsità di utenti per responsabilità anche delle Asl - in primis quella di Sassari - che con gli Uvt non destinano tutti i potenziali pazienti alla struttura di Ploaghe».

Da qui l’attacco al Commissario per «la mancata collaborazione con le Ooss. che non ha brillato per condivisione delle scelte e dialogo». E nel sottolineare «l’irresponsabilità» della Politica e nel mostrare preoccupazione per la situazione esposta, le organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione delle lavoratrici e lavoratori dell’Ipab di Ploaghe, comunicando fin da ora che in assenza di risposte immediate sarà inevitabile un’azione di protesta da tenersi presso il palazzo dell’Assessorato regionale alla sanità.

Nella foto: Pierpaolo Spanedda, segretario Cgil
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