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S.I. 18 dicembre 2014
Insieme ad amministratori locali e rappresentanti istituzionali, discuteranno di quello che sta per succedere il presidente nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, Alessandro Pastacci, a capo della Provincia di Mantova, e il Presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai
Province al capolinea: protesta a Sassari col presidente dell´Upi


SASSARI - «Il doppio colpo di scure che si abbatterà sulle Province dal 1° gennaio 2015 renderà impossibile erogare servizi essenziali come la manutenzione delle scuole superiori, delle strade, della tutela ambientale, del contrasto al dissesto idrogeologico, della protezione civile e dell’assistenza ai Comuni». L’ultimo avvertimento lanciato da Alessandra Giudici, stavolta nella veste di presidente dell’Unione delle Province Sarde, suona come l’ennesima chiamata alle armi. Il suo appello è rivolto a tutti i rappresentanti istituzionali dell’isola, dal sistema delle autonomie locali per arrivare ai consiglieri regionali e ai parlamentari sardi, perché ognuno faccia la propria parte per scongiurare «quello che per l’isola potrebbe rappresentare un vero e proprio terremoto», come spiega il presidente dell’Ups. Ma le sue parole sono rivolte soprattutto agli amministratori provinciali di tutta la Sardegna, chiamati a raccolta per venerdì 19 dicembre alle 10.30 nella sala Angioy del palazzo della Provincia, a Sassari, in piazza d’Italia.

«Di fronte a una simile situazione, l’unica possibilità che resta alle Province è di saper fare fronte comune», è l’invito esplicito a battersi sino all’ultimo per pretendere delle modifiche che non privino tutti i territori d’Italia, e dell’isola in particolare, di servizi fondamentali, «di cui al momento non è chiaro chi si dovrebbe occupare dopo le Province, né con che risorse – aggiunge – ma che sono fortemente a rischio anche per il tempo in cui le amministrazioni provinciali resteranno in piedi, dato che le loro casse sono state letteralmente prosciugate».

Secondo Alessandra Giudici esiste una sola possibilità. «Indurre governo e Regione a tornare sui loro passi, sia in termini di trasferimenti che sul piano delle riforme che si intendono attuare – spiega – bisogna mostrare con i numeri l’impossibilità che una simile ipotesi di legge di stabilità possa andare in porto senza i dovuti correttivi, ma occorre anche definire con chiarezza quale debba essere il ruolo che si vuole attribuire agli enti intermedi da qui in avanti». I tagli imposti a livello nazionale dalla legge di stabilità per il 2015 e l’imminente presentazione del disegno di legge sul riordino delle autonomie locali in Sardegna ripropongono l’urgenza di un confronto serio e approfondito sul destino delle Province.

Insieme ad amministratori locali e rappresentanti istituzionali, discuteranno di quello che sta per succedere anche il presidente nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, Alessandro Pastacci, a capo della Provincia di Mantova, e il Presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, una delle voce più autorevoli a livello nazionale nel dibattito sul futuro degli enti intermedi e del sistema di governo territoriale. Si partirà dai numeri, ovviamente. «La previsione di un ulteriore taglio da 1miliardo di euro significa per gli enti intermedi una riduzione di risorse superiore al 50% della spesa, e questo impedirà alle Province di operare sui territori», ribadisce Alessandra Giudici per confermare la chiamata alle armi in vista di venerdì e, soprattutto, in vista di quel che accadrà nel 2015.
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