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A.B. 26 novembre 2014
La mostra personale di Anna Cosseddu continua il suo viaggio in Sardegna e arriva ad Ozieri, all’interno delle iniziative della festa Su trinta ‘e Sant’Andria. Sabato, dalle ore 18,30, al Museo Diocesano di Arte Sacra, in Piazza Carlo Alberto 6
Fotografia: Interranzena sbarca ad Ozieri


OZIERI – Sabato 29 novembre, alle ore 18.30, in occasione della festa “Su trinta 'e Sant'Andria”, le fotografie di Anna Cosseddu giungeranno nel prestigioso Museo Diocesano di Arte Sacra di Ozieri: sarà la quinta tappa in Sardegna di "Interranzena-tour di fotografia e musica". L'evento, patrocinato dal Comune di Ozieri e fortemente voluto dall'Assessorato alla Cultura, è stato inserito all'interno delle numerose iniziative culturali della città, grazie alla collaborazione dell'Istituzione San Michele ed all'ospitalità offerta dalla Diocesi di Ozieri.

Interranzena è la storia di un viaggio che attraverso l'occhio fotografico di Anna diventa sguardo multiplo sul mondo e la sua contemporaneità. Per due anni, l'artista scatta e documenta la vita di giovani migranti sardi in Inghilterra, fissa particolari, ricostruisce colori, atmosfere e stati d'animo. Il tema del viaggio, dell'abbandono della propria terra, sempre più spesso per necessità, alla ricerca di un lavoro e del proprio futuro. Fotografia dopo fotografia l'artista ci rimanda con delicata forza un vissuto che ci appartiene: «...si percepisce la solitudine che accompagna uno spostamento non solo geografico, si intuiscono le difficoltà affrontate come un gioco, in una sorta di “luna park emotivo” tra il nuovo ed il bisogno presente del conosciuto. S'intuiscono in maniera chiara i pensieri, nelle pose e nei passi, di una scelta necessaria...», scrive nel suo testo critico Alessandra Ruggiu. Otto quadri fotografici che coinvolgono lo spettatore e lo inseriscono in un viaggio dell’immaginazione attraverso l’empatia, il sentimento dell’appartenenza e della nostalgia. Infatti, Interranzena è un viaggio collettivo che bene rappresenta il nostro tempo. Un tempo di crisi economica che diventa un incontro di migrazioni che deve, per forza di cose, svolgersi attraverso il riconoscimento reciproco, l’interculturalità, la solidarietà umana. Solo così la crisi economica può trovare un orizzonte di superamento, nell’incontro solidale, meravigliato, stupito della differenza. Quella di Interranzena è quindi una storia dei giorni nostri ed Anna Cosseddu la racconta all'osservatore con il tono dell'ironia, con didascalie e frasi scritte a penna, come in un post da condividere con gli affetti lontani, per tenere vivi i legami con le proprie origini.

“Quello che vorrei trasmettere - spiega Anna - è la ciclicità delle partenze e dei rientri nella storia della nostra isola, la ricchezza che si acquisisce andando lontani e il legame alla propria terra madre che non ci lascia mai”. L’occhio fotografico di Cosseddu crea uno sfondo di “valore”, uno sguardo positivo di costruzione, ogni aspetto della mostra è un rimando alla collaborazione ed alla valorizzazione. Interranzena è la storia di mani e cervelli che partono, studiano, lavorano e costruiscono, è completamente realizzata a chilometro zero (ogni fase della produzione, dalla stampa alle cornici, è stata eseguita da professionisti sardi), è fatta da immagini che pretendono il linguaggio universale della musica. Interranzena, per sua stessa natura, è una mostra nomade che ha cominciato il suo viaggio a Sassari, passando per Cagliari ed Olbia. Per l'inaugurazione di ogni tappa, l'artista ha scelto di affidare la colonna sonora alle esibizioni dal vivo di un gruppo musicale sardo: i Voodoo Music From the Stars di Tempio, la cantautrice cagliaritana Chiara Effe e, per la data di Ozieri, il cantautore sassarese Beeside. Federico Pazzona, alias Beeside, è un musicista dallo stile raffinato, la sua tipicità musicale ed il timbro vocale ben si sposano con il racconto di Interranzena.

L'opportunità di esporre ad Ozieri per Anna Cosseddu è un ritorno alle origini ed a tale proposito dice: "Nata ad Ozieri, ho ereditato dalla mia famiglia un affetto incondizionato per la città nonostante non ci abbia mai realmente vissuto. Sarà un onore esporre i miei lavori in una sala contigua a quelle che accolgono storie tanto preziose come sono quelle raccontate dall'arte sacra. Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno permesso di realizzare questo piccolo grande sogno: gli amici ozieresi, l'assessore alla Cultura Giuseppina Sanna, il consigliere comunale Maria Antonietta Canu, gli operatori dell'Istituzione San Michele ed il curatore del museo il dottor Demetrio Mascia".
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24/9/2016
Resterà aperta sino a venerdì 30 settembre la mostra fotografica “Senza Titolo” di Marco Piras inaugurata ieri nel rifugio antiaereo De Amicis al corso Vittorio Emanuele II, 144. Si tratta di fotografie di una Terra occupata, privatizzata e deturpata da fiumi di cemento e laghi di veleni, dai metalli pesanti al benzene dell´Eni
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