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Sassari NewsnotiziesassariPoliticaAmbiente › Addio eolico a Monte Pelao: «progetto troppo pesante»
D.C. 5 novembre 2014
È quanto deliberato dalla Regione nei confronti del disegno proposto dalla società Edison Energie Speciali, volto ad installare 18 aereogeneratori nell’agro sassarese, ponendo così fine alle lotte degli ambientalisti
Addio eolico a Monte Pelao: «progetto troppo pesante»


SASSARI – È negativo l’esito con il quale la Giunta Pigliaru ha concluso il procedimento di valutazione di impatto ambientale relativo al progetto di centrale eolica, proposto dalla "Edens-Edison Energie Speciali", la società che gestisce il settore delle energie rinnovabili. Con delibera regionale numero 43/22 del 28 ottobre 2014 infatti, l’impatto ambientale del progetto è stato giudicato troppo pesante e dunque non realizzabile, sollevando il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus dalle preoccupazioni che ormai da tempo lo legavano alla questione.

«E’ una grande, bella, vittoria dell’ambiente e delle popolazioni interessate – ha commentato con soddisfazione a tal proposito Stefano Deliperi del Grlg – ma anche nostra, visto che ci siamo opposti in ogni modo». Effettivamente, la lotta del Grlg e dell’associazione ecologista Amici della Terra è stata lunga ed intensa, da sempre mirata ad evitare che i 18 aereogeneratori previsti dal progetto, con fondazioni e strade di accesso in località Monte Pelao (Comuni di Borutta, Thiesi, Bessude, Bonnannaro) e opere di connessione alla rete elettrica nazionale nelle località Sos Laccheddos, Campo Mannu, Matta Chivassu (Comuni di Siligo, Ploaghe, Codrongianos), non venissero mai installate.

Obiettivo questo raggiunto attraverso vari mezzi, come ad esempio quello che ha spinto il Grlg ad inoltrare in data 27 agosto 2012 uno specifico atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di "Via" al "Savi-Servizio regionale valutazione impatti", informandone nel contempo il Ministero dell’ambiente, poiché sul piano giuridico considerato non realizzabile. Il progetto infatti, come approfondito dal Grig, non era corredato di uno studio di impatto ambientale, di relativo avviso di deposito pubblicato sull’apposito sito internet della Regione autonoma della Sardegna contemporaneamente all’avvio del procedimento come richiesto dalla norma in materia e non rispettava la regola secondo cui nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole o strettamente connesse.

Ma anche attraverso numerosi interventi volti a sottolineare come la vasta area fra Siligo e Bessude fosse sottoposta a vincolo di non trasformazione, a causa dei diversi incendi che nel 2010 l’aveva percorsa, e quanto questa fosse ricca di vegetazione e fauna tipiche della Sardegna. Tutti tentavi che alla fine sono serviti ad evitare il peggio e a salvare la zona da un progetto considerato fin troppo distruttivo sul finale anche dalla Regione.
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