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D.C. 27 ottobre 2014
L’Associazione Enti Locali per lo Spettacolo è pronta ad aprire il sipario sulla stagione 2015 della danza, proponendo al pubblico sardo ben cinque spettacoli da gennaio ad aprile
Nuova stagione della danza tra classicità ed innovazione


SASSARI – È ormai scritto il calendario numero dodici dell’edizione 2015 del Circuito Regionale della Danza, pronta ad inaugurare i battenti della nuova stagione invernale a partire dal prossimo gennaio. Cinque gli spettacoli in cartellone, tutti aventi orario di inizio alle 21, al Teatro Lirico di Cagliari e al Comunale di Sassari, con qualche tappa prevista anche in altre località sarde.

Si partirà l’8 gennaio dal capoluogo con la “Carmen” di Antonio Gades e Carlos Saura, per poi replicare l’esperimento di fusione tra cinema, danza contemporanea e flamenco, il 10 gennaio a Sassari. Antonio Gades è stato infatti il primo a creare un repertorio contemporaneo per il flamenco, capace di smarcarsi dal folklore turistico spagnolo, facendone una danza potente e preziosa, oggi protagonista di “Carmen”, nata dalla collaborazione con il cineasta Carlos Saura e dall’ispirazione al racconto di Mérimée e all'opera musicale di Bizet. In scena dunque, saranno non solo le note della celebre partitura, ma anche la sensualità dell’intensa musica flamenco, il tutto sotto la direzione artistica di Stella Arauzo, e di quella tecnica di Dominique You (per molti anni il tecnico luci nonché braccio destro del Maestro). Protagonista poi sul palcoscenico, la “Compañía Antonio Gades”, la quale divulgherà le scelte stilistiche del maestro, esprimendo la più profonda inquietudine dell’essere umano, con un linguaggio estetico puro, radicato nella tradizione e nella cultura del popolo spagnolo.

Successivamente, a riempire le scene dei due teatri isolani, il 22 e 23 gennaio a Cagliari e il 25 a Sassari, sarà il ritmo trascinante del sirtaki di Zorba, interpretato dalla compagnia “Ballet Győr”, fondata nel 1979, sotto la direzione di Ivan Markò, coreografo e primo ballerino di Maurice Béjart. Apprezzata per l’audace modernismo, la compagnia si avvale delle coreografie di Gyula Harangozò, il figlio dei due fondatori del Balletto Nazionale Ungherese, riuscendo ad ottenere nel 2013 il titolo di “National Ballet” e rappresentando così l’Ungheria sui palcoscenici di tutto il mondo.

A febbraio (26 e 27 febbraio a Cagliari e il 28 a Sassari), sarà invece “Amarcord” a salire sui palcoscenici del Lirico e del Comunale, un balletto proposto per la prima volta nel 1995 al Teatro San Carlo, e successivamente al Teatro alla Scala di Milano, negli Stati Uniti (Metropolitan di New York, Orange County di Los Angeles) e al Teatro Massimo di Palermo, riscuotendo ampi successi di pubblico. Si tratta di uno spettacolo liberamente ispirato al film in cui Fellini ricorda/reinventa la sua vita di ragazzo in una Rimini della prima metà degli anni Trenta, trasformandosi così in un divertente e melanconico affresco dell’Italia fra le due guerre. Tale rappresentazione è una versione coreografica espressamente rivisitata per la Compagnia Danzitalia, che vedrà Rossella Brescia nel ruolo di Gradisca.

Spazio poi alla danza moderna con la prima europea de “Duetto, Dépouillement, The second coming”, uno spettacolo danzato dalla compagnia “Ballet Black”, supportata dalla Royal Opera House, fondata nel 2001 da Cassa Pancho (laurea alla Royal Academy of Dance e oggi direttore artistico della formazione). Con discendenze inglesi, ma nativa di Trinidad, la compagnia ha tentato sin dagli inizi di diversificare il balletto neo-classico per renderlo più accessibile e divertente a pubblici diversi, e di creare modelli stilistici adatti a giovani danzatori di discendenza africana e asiatica. Per questo oggi la formazione è composta da otto ballerini di nazionalità diverse: dal Giappone, al Brasile, al Texas. Il repertorio di conseguenza copre una vasta gamma di stili e tipologie, dai lavori più classici a quelli contemporanei, firmati dai principali coreografi mondiali, alcuni dei quali saranno i protagonisti del Teatro Lirico di Cagliari (12 e 13 marzo) e del Comunale di Sassari (15 marzo).

A concludere il ciclo ad Aprile (11 e 12 Cagliari, 13 Sassari) sarà infine “Il lago dei cigni”, coreografato da Fabrizio Monteverde, il quale riprende dal repertorio del balletto classico l’opera musicata da Čajkovskij e scritta da Begičev. Il coreografo italiano metterà precisamente in scena un crudele e grottesco “jeu de massacre” tra teatro, immagine e danza, in cui un gruppo di anziani ballerini prova un’eventuale messa in scena del “Lago dei cigni”, come “inevitabile” percorso memoriale d’arte e di vita, illudendosi di vincere la battaglia contro gli anni, con la sola cosa che possono (e forse) sanno fare: danzare. Ad attendere il pubblico della Sardegna saranno dunque quattro mesi intensi in compagnia della grande danza, sulla quale l’Associazione Enti Locali per lo Spettacolo è pronta ancora una volta aprire il sipario.

Nella foto: uno spettacolo della stagione 2015
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