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A.B. 13 ottobre 2014
Spazi pubblici, luoghi abbandonati ed arte partecipata nel primo laboratorio condiviso dedicato alla riqualificazione del borgo del Meilogu e alla costruzione del nuovo piano particolareggiato
Ittireddu protagonista del Laboratorio condiviso


ITTIREDDU - Ittireddu è stata protagonista del primo laboratorio condiviso dedicato alla riqualificazione del borgo del Meilogu ed alla costruzione del nuovo piano particolareggiato. L'iniziativa è stata organizzata dal gruppo di lavoro temporaneo costituito da Francesco Lecis Cocco Ortu, Maria Pina Usai, Stefania Murru, Alberto Farina e Matteo Lecis Cocco Ortu, patrocinata dal Comune di Ittireddu nella persona del sindaco Rosolino Petretto e coadiuvata dall’artista sardo Tellas e dal “Collettivo Apnea” di Sassari. L’obbiettivo dell’iniziativa, ribattezzata “Per Ittireddu Abbiamo un PianoP”, con l’hashtag per la condivisione sui social media principali quali “Twitter” e “Facebook”, è stato il coinvolgimento attivo dei cittadini nella redazione del piano particolareggiato del Centro Matrice in adeguamento al Piano Paesaggistico Regionale.

Si è partiti con una serie di incontri pubblici di presentazione delle giornate di laboratorio, incontri che hanno visto protagonisti i cittadini, il sindaco ed il gruppo di lavoro temporaneo. Al centro “Civis” di Via Usai 4, gli architetti ed ingegneri del gruppo di lavoro hanno organizzato un laboratorio aperto al pubblico, creato per ospitare discussioni sul centro storico, sulle sue problematiche e potenzialità, nonché su possibili strategie per risolvere le prime e valorizzare le seconde. I veri protagonisti del laboratorio sono stati infatti i cittadini, che hanno affollato le strade del paese fornendo un contributo importantissimo per il recupero della memoria storica. Grazie ai loro racconti ed alla successiva identificazione dei siti principali, le attività si sono concentrate in tre spazi pubblici vitali per l’importanza ricoperta in passato, ossia Piazza San Giovanni XXIII, Piazza Santa Croce e Piazza Cuzzolu.

Il Collettivo Apnea si è occupato di costruire una mappa dei luoghi di interesse e degli edifici in disuso seguendo le indicazioni dei cittadini e del Comune, organizzando passeggiate nel centro storico e provando a formulare alcune ipotesi di riuso, indicando casi studio italiani e stranieri adattabili alla realtà sarda e fornendo dei percorsi alternativi di rivalorizzazione del centro storico. Contestualmente, Tellas (artista di fama internazionale conosciuto per i suoi murales, che sconfinano nell’astrazione grazie a disegni di foglie, radici e alghe intrecciate tra loro in un complicato groviglio, che esplodono spesso in immagini geometriche di grande impatto visivo) ha riportato a nuova vita le pareti cieche dell’ex caseificio. Un'eruzione di foglie ed ombre con tonalità di colori a scalare, un’opera raffinata che richiama e ripropone a gran forza il legame di Ittireddu con la natura circostante e con il suo vulcano. Tellas ha poi condiviso una sessione di attività grafiche con i bambini della scuola elementare e materna sulla parete della vecchia scuola, dando così modo ai giovanissimi di concettualizzare, divertendosi, gli spazi pubblici del paese che loro hanno reputato importanti e recuperabili.

Giornate di laboratorio condiviso che si sono concluse venerdì, fra Piazza Cuzzolu (l’antico salotto buono del paese dove un tempo ci si ritrovava per la proiezione di film e la condivisione di momenti socialmente importanti per la vita della comunità) e Piazza Santa Croce (con la chiesa di epoca bizantina di grande valore storico). Nelle due piazze sono stati esposti i disegni dei bambini caratterizzati da natura incontaminata e piazze affollate, con la gioia dei genitori nel vedere una Ittireddu ripensata dai loro figli, il futuro attivo del paese. Di seguito la proiezione dei lavori realizzati nelle cinque giornate dei laboratorio, conditi da foto storiche ed astrazioni grafiche della Ittireddu ripensata. In ultimo, la grande cena organizzata con la collaborazione di tutti i cittadini, momento conclusivo ed aggregante, che ha permesso agli ittireddesi di riappropriarsi dei luoghi storici e di condividere con rinnovata passione opinioni, idee e suggerimenti per rilanciare il paese nell’immediato futuro.

Un primo laboratorio condiviso che ha collocato dunque i cittadini al primo posto nella riqualificazione del “Centro Matrice”, facendo tesoro della memoria dei più anziani ed accogliendo i desideri dei più piccoli, che saranno i protagonisti di questo cambiamento. A dimostrazione del fatto che i sardi sono sensibili alle problematiche del recupero e dell’utilizzo razionale delle risorse dei luoghi in cui vivono, il laboratorio ha fatto registrare un buon successo in termini di partecipazione ed interesse. Un primo passo verso la creazione di centri sostenibili ed aggreganti che aiuteranno a combattere l’annoso problema dello spopolamento delle piccole realtà e conseguentemente permetteranno di rilanciare economicamente le stesse. Per maggiori informazioni sul processo di partecipazione, si può andare sul la pagina dedicata di Facebook i inviando una e-mail all’indirizzo web “ittireddupianop@gmail.com”.
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