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S.A. 29 settembre 2014
Incontro tra il ministro Dario Franceschini, il direttore generale Salvo Nastasi, il dirigente musica Enrico Graziano e i sindaci dei Comuni interessati alle problematiche relative ai Teatri di tradizione, attualmente 29 e distribuiti in 14 regioni
Sassari difende i teatri tradizione davanti al ministro


SASSARI – Un incontro che è servito a dar vita a una rete tra le città sedi di Teatri di tradizione e in grado di tutelare le istanze comuni. È quanto avvenuto a Roma giovedì 25 settembre dove si è svolto un importante incontro tra il ministro Dario Franceschini, il direttore generale Salvo Nastasi, il dirigente musica Enrico Graziano e i sindaci dei Comuni interessati alle problematiche relative ai Teatri di tradizione, attualmente 29 e distribuiti in 14 regioni. Per l'occasione, in rappresentanza dell'amministrazione comunale sassarese, era presente l'assessora alle Politiche culturali Monica Spanedda.

Le ventinove città interessate, Novara, Bergamo, Como, Cremona, Mantova, Pavia, Rovigo, Treviso, Bolzano, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Savona, Livorno, Lucca, Pisa, Jesi, Macerata, Chieti, Salerno, Lecce, Cosenza, Catania, Trapani, Sassari, insieme al Presidente Atit, Giuseppe Gherpelli, hanno proposto al ministro Franceschini alcune questioni aperte, orientate nel complesso a favorire, sostenere e promuovere l'attività culturale dei Teatri di tradizione. «L'importanza di questo incontro – afferma l'assessora alle Politiche culturali del Comune di Sassari Monica Spanedda – è data dal fatto che si è riusciti ad associare tutte le città in cui sono presenti i Teatri di tradizione. Si è così creata una rete di difesa delle istanze comumi e in grado di attivare quelle sinergie utili per dar vita a rappresentazioni future».

Si è infatti richiesto al ministro l'avvio di un percorso parlamentare che, entro la corrente legislatura, completi una organica riforma del settore musicale, superando la legge 800 del 14 agosto 1967, conferendo ai Teatri un riconoscimento produttivo multidisciplinare, sia in termini di visibilità che di sostegno economico, alla luce del nuovo ruolo che oggi rappresentano per i territori di competenza. Richiesta anche una redistribuzione più equa delle risorse assegnate, con decreto ministeriale del 1 luglio 2014, ai Teatri di tradizione, in misura corrispondente alle funzioni svolte, nonché l'assicurazione di pari opportunità di accesso ai finanziamenti Arcus Spa, dopo aver individuato criteri e modalità trasparenti.

Da questo incontro, di cui si sottolinea da subito un aspetto operativo, emergono almeno tre percorsi da attivare entro il mese di ottobre: il primo rimanda a un incontro tra sindaci, Regioni e ministro Franceschini per definire modalità di sostegno ai Teatri di Tradizione, l'altro al tavolo di lavoro Anci e Mibact; il terzo alla costruzione di una rete progettuale tra i teatri, per condividere progetti, sperimentazioni e coproduzioni, nell'ottica di una programmazione triennale come previsto dal decreto cultura del 31 maggio e trasformato in legge il 29 luglio. Primo risultato ottenuto: una lettera congiunta di tutti i sindaci delle città indicate per richiedere uno sgravio fiscale sulle donazioni di privati per le attività dei teatri di tradizione. Da sottolineare anche la volontà di costruire un sistema tra i Comuni, grazie anche alla volontà iniziale del sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, promotore di questo primo incontro che ha visto la partecipazione di quasi tutte le amministrazioni coinvolte.
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