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Sassari NewsnotiziesassariPoliticaCronaca › Di Nolfo e Ledda, Ex-Q murato. «Una vergogna per Sassari»
S.I. 24 settembre 2014
Il muro di blocchetti che mette definitivamente fine all’esperienza del centro culturale Ex-Q sta creando una serie di polemiche. Su facebook tante le voci contrarie. Interventi critici contro la Provincia di Sassari da parte dell’ex-consigliere comunale algherese Valdo Di Nolfo e del presidente dell’associazione Ex-Q, Antonio Ledda
Di Nolfo e Ledda, Ex-Q murato
«Una vergogna per Sassari»


SASSARI – Non è certamente un muro di silenzio quello che segue l’intervento della Provincia a chiusura definitiva dell’Ex-Q [LEGGI]. Tante persone sono intervenute, in particolare su facebook, e altrettante hanno manifestato il loro sdegno inviando alla nostra redazione alcuni commenti. Sono Valdo Di Nolfo, ex-consigliere comunale algherese, più votato nel centro catalano alle penultime elezioni, e il presidente dell’associazione Ex-Q Antonio Ledda ad esprimere la loro disapprovazione e a raccontare quanto accaduto. Era la sera del 27 maggio 2010, quando lui, insieme ad un altro gruppo di persone, furono tra i primi ad entrare nell’ex-Questura. Ieri il muro che mette definitivamente fine all’esperienza del centro Culturale.

«La foto degli operai della Provincia che murano l'entrata dell'Ex-Q – dice Di Nolfo - la dice lunga sulla visone della cultura da parte di chi amministra la provincia, ma anche la città di Sassariì e i territori limitrofi». «Quello stabile la provincia lo ha volontariamente lasciato per anni nel degrado finché un gruppo di libere persone ha deciso di occuparlo e restituirlo ai cittadini attraverso il linguaggio più alti, la cultura e l'arte. Ora – continua l’esponente di sinistra -, dopo anni di attività autogestita, la Provincia stessa decide di toglierlo dalle mani lungimiranti degli occupanti e di restituirlo al degrado».

«L'ex-Q per anni ha sfornato progetti culturali importanti, laboratori
autogestiti, mostre, sala prove, concerti, l'Ex-Q è stato un grande esempio di controcultura dal basso, libera e vera, l'Ex-Q è stato anche il luogo di raccolta più importante della Sardegna durante l'alluvione dello scorso inverno, l'Ex-Q è un esempio che la politica dovrebbe stimolare invece di affossare! Quel muro – chiude Di Nolfo - è una vergogna, è il simbolo dell'attenzione della Provincia alla libera circolazione di cultura dal basso».

Antonio Ledda, anch’esso molto duro, si sofferma sull’iter che ha portato alla fine del centro culturale. «In cambio dell'abbandono da parte degli occupanti dello stabile, la presidente della provincia aveva detto che ci avrebbe aiutato a individuare un altro spazio per il proseguimento del progetto Ex Q, riconoscendo in maniera ufficiale il valore che questo progetto nella pratica aveva dimostrato, aiutandolo a svilupparsi in maniera riconosciuta e libera». «Le motivazioni della richiesta di sgombero - continua Pinna - sono state la vendita dello stabile per fare cassa e l'allontanamento da parte della provincia dalla responsabilità riguardo alle problematiche sulla sicurezza che comportava l'occupazione in quello stabile dichiarato inagibile».

«La trattativa sull'individuazione doveva avvenire in concertazione
tra il collettivo, il comune e la provincia, così non è stato dato che
nulla si sa riguardo al proseguimento del progetto ex q, mentre ora
rimane un muro, probabilmente eretto per evitare vandalismi in uno
stabile nuovamente abbandonato, ma che simbolicamente dice tanto. Ci chiediamo - chiude il presidente dell'associazione Ex-Q per quanto quello stabile rimarrà murato e abbandonato e per quanto i progetti nati dal basso, carichi di contenuti culturali e sociali e che rispecchiano le esigenze dei cittadini rimarranno ignorati».

Nella foto: Antonio Ledd e Valdo Di Nolfo
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