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A.B. 18 settembre 2014
Nei giorni scorsi, il Consiglio Provinciale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sul carattere elettivo del Senato della Repubblica
Sassari: la Provincia si pronuncia sul Senato


SASSARI – Nei giorni scorsi, il Consiglio Provinciale di Sassari ha discusso un ordine del giorno a favore del carattere elettivo del Senato della Repubblica, quale espressione diretta del voto dei cittadini. Nell'illustrare il documento, il consigliere del Pd Paolo Bussu ha messo in risalto l'indebita ingerenza e le pressioni da parte del Governo che ha operato: «contraddicendo lo spirito stesso delle Costituzioni che sono nate proprio con la precipua funzione di limitare il potere. In passato si trattava di quello del monarca assoluto, oggi dovrebbero prevenire le azioni arbitrarie dei governi».

Il relatore ha anche insistito su numerosi elementi di analogia con la riforma delle province, attraverso la quale i cittadini non eleggono più i Consigli Provinciali, che vengono sostituiti da organi di nominati. «La classe politica – ha spiegato Bussu – elegge la classe politica, e tutto ciò può avvenire senza temere la bocciatura da parte degli elettori». La discussione si è incentrata, inoltre, sul pericolo che il Parlamento venga ridotto ad un organo di mera ratifica delle decisioni dell'Esecutivo. Pericolo accentuato da una legge elettorale iper maggioritaria (l'“Italicum”), che se non corretta, potrebbe consentire al partito vincente di nominare i componenti della Corte Costituzionale, i membri del Consiglio Superiore della Magistratura, eleggere il Presidente della Repubblica e vanificare i contrappesi e gli istituti di garanzia tipici delle democrazie liberali.

Il consigliere di Sinistra Unita Salvatore Meloni, nel ribadire anch'egli i rischi di perdita o di attenuazione dei fattori di controllo e di contrappeso del sistema costituzionale, ha inquadrato la riforma dentro un disegno politico che tende a declassare le assemblee elettive e concentrare il potere tutto in capo all'Esecutivo. Annunciando il voto favorevole, il consigliere dei Comunisti Italiani Angelo Sini ha evidenziato come la riforma segni il passaggio dalla democrazia parlamentare ad un sistema tutto incentrato sul ruolo del leader. Il Consiglio, presieduto dalla vicepresidente Alba Canu, dopo una lunga ed impegnativa discussione, ha approvato l'ordine del giorno all'unanimità.
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