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A.B. 16 settembre 2014
Le Segreterie Territoriali della Fp Cgil e della Flc Cgil-Federazione Lavoratori della Conoscenza, insieme ai genitori dei ragazzi disabili ed ai lavoratori della Cooperativa Genesi, impiegati nel servizio di assistenza e di base ed educativa specialistica a studenti diversamente abili nelle scuole medie superiori della Provincia di Sassari hanno deciso la proclamazione dello stato di agitazione
Assistenza diversamente abili: sciopero a Sassari


SASSARI - Le Segreterie Territoriali della Fp Cgil e della Flc Cgil-Federazione Lavoratori della Conoscenza, insieme ai genitori dei ragazzi disabili ed ai lavoratori della Cooperativa Genesi, impiegati nel servizio di assistenza e di base ed educativa specialistica a studenti diversamente abili nelle scuole medie superiori della Provincia di Sassari hanno deciso la proclamazione dello stato di agitazione. Questa è la decisione presa lunedì dopo l’assemblea tenuta nella sede sassarese del sindacato, alla presenza di tutti gli attori della situazione. Le azioni di lotta, che saranno anche eclatanti se la situazione non si risolverà, si stanno rendendo necessarie in quanto tutti le parti hanno constatato la mancata attivazione dei servizi di assistenza contestualmente all’avvio dell’anno scolastico 2014/15 e sono preoccupati riguardo alle eventuali modalità di attivazione degli stessi servizi, alle relative tempistiche e continuità durante l’intero anno scolastico.

Infatti, dalle informazioni ricevute da parte della Presidenza del Consiglio Regionale e dell’Assessorato Provinciale, a breve la Regione anticiperà circa l’80percento del consueto contributo annuale di 420mila euro (un terzo del costo del servizio) rendendone così possibile l’avvio. «Purtroppo però, non vi è alcuna garanzia ne sulla quantità ne sulla qualità dello stesso già fortemente compresso e ridotto lo scorso anno. Tale finanziamento – spiegato dalla Cgil – di circa 320mila euro dovrebbe poter garantire l’avvio dei servizi di assistenza per alcuni mesi, nella migliore delle ipotesi fino al mese di dicembre 2014, ma non è ancora chiaro se saranno rispettate, e con quali modalità, le necessità degli studenti in termini di assistenza di base, educativa e personalizzate, anzi è probabile che ci siano ulteriori e intollerabili tagli».

A peggiorare la situazione, la Provincia potrebbe non riuscire a sostenere il costo degli altri due terzi del servizio (circa 800mila euro) con i fondi che abitualmente vi sono dedicati (il pagamento del servizio è infatti effettuato attraverso le risorse del fondo unico, tagliato da Capellacci di 4200mila, che probabilmente saranno solo parzialmente reintegrate da Pigliaru con un riassetto di bilancio per il valore di 2200mila). Tuttavia, viene spiegato, anche in questo caso non esistono certezze riguardo all’adeguatezza di tali risorse per garantire gli standard di assistenza necessari fino a giugno 2015, «anzi, sarebbero comunque insufficienti quelli garantiti lo scorso anno e tollerati allora per l’ultima volta». Già all’inizio dello scorso anno scolastico, la Cgil aveva portato avanti azioni di lotta pesanti, davanti alla mancata attivazione dell’assistenza educativa, così importante per la socializzazione, l’integrazione e la crescita dei ragazzi, e di fronte allo spettro della chiusura del servizio, sia di assistenza di base che specialistica.

«La percezione attuale è quella di non essere punto e a capo, ma semmai in una condizione ancora più precaria e drammatica che in precedenza, e nell’assoluta indifferenza delle istituzioni tutte sorde e mute davanti ai diritti lesi e infranti dei ragazzi svantaggiati, ragazzi molto sensibili che avvertono benissimo la loro diversità e il loro limite, sempre più marcato dai continui tagli e dalla mancata possibilità di avere ciò che per legge e per Costituzione è un loro diritto». Per queste ragioni, la Fp, la Flc Cgil, i genitori degli studenti svantaggiati, «avendo già a malincuore tollerato negli anni passati numerosi disservizi e discriminazioni, chiedono a gran voce non solo la salvaguardia delle risorse dedicate al servizio ma sottolineano con grande forza di non essere più disposti a lasciare che i propri figli e i lavoratori subiscano ancora le penalizzazioni imposte dai ritardi nell’erogazione dei servizi, in particolare quello educativo». Inoltre, i sindacati si domandano «quanto converrebbe alla Provincia e alla Regione l’attivazione di un servizio efficiente piuttosto che dover affrontare la dura lotta che intraprenderemo se i diritti all’assistenza e al lavoro saranno ancora così gravemente violati, lotta che sfocerà anche nella richiesta in via giudiziaria del risarcimento di danni».
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