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Red 6 febbraio 2019
All´incontro scientifico in evidenza le metodiche di intervento nel tumore della laringe. In reparto, la benedizione dell´arcivescovo di Sassari ai degenti e l´esposizione della reliquia di San Biagio
Otorinolaringoiatria festeggia il Patrono


SASSARI – Sono tumori che pochi conoscono, perché pochi sono gli “sponsor”, ex pazienti o testimonial d'eccezione, che ne parlano. Tumori che, anche dopo la cura, portano ad un peggioramento della vita. Sono quelli della laringe che, nell'ultimo trentennio, se da una parte hanno fatto registrare un calo dell'incidenza, dall'altra hanno fatto registrare un peggioramento della prognosi. Diverse le modalità di intervento, ma resta fondamentale la diagnosi precoce. Questo quanto emerso lunedì, nell'incontro scientifico organizzato dall'unità operativa di Otorinolaringoiatria dell'Aou di Sassari, diretta da Francesco Bussu, nell'aula A della Facoltà di Medicina. Un'occasione per celebrare anche San Biagio, vescovo e martire, protettore dei malati di gola e patrono degli specialisti otorinolaringoiatri, alla quale ha partecipato una rappresentanza di direttori di Dipartimento e di strutture, docenti ed ex docenti della Facoltà di Medicina, studenti, personale medico ed infermieristico. A completare le celebrazioni in onore del Santo, anche una messa con l'arcivescovo di Sassari e l'esposizione della reliquia di San Biagio.

A fare un quadro della situazione, ed in particolare delle diverse metodiche di intervento chirurgico, è stato Gaetano Paludetti, professore e direttore dell'Istituto clinica Otorino dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma. A lui è spettato il compito di illustrare, attraverso la sua relazione, l'esperienza ventennale del Policlinico Gemelli nella chirurgia oncologica della laringe. Il docente della Cattolica ha sottolineato come «l'incidenza di questo tipo di tumore – ha dichiarato Paludetti – è in fase di decrescita, anche per la riduzione del tabagismo. Tuttavia c'è un peggioramento della prognosi, dovuto in parte alle nuove modalità di trattamento finalizzate ad evitare la tracheostomia permanente». Poi, sono state illustrate le metodiche chirurgiche e non chirurgiche al momento a disposizione. Operatori e pazienti si sono ritrovati nella piccola cappella al piano terra del Palazzo Clemente, dove l'arcivescovo Gianfranco Saba, coadiuvato dai cappellani dei presidi ospedalieri dell'Aou don Luigi Usai, don Eugenio Pesenti e don Paolo Mulas, ha celebrato la funzione religiosa. L'alto prelato nell'omelia ha ricordato il progetto per la pastorale della salute e ha posto l'accento sulla necessità di garantire la salute e l'assistenza a tutti, in un periodo in cui sembrano regnare le divisioni. È stata letta quindi una preghiera dei laringectomizzati.

A margine della funzione religiosa, il direttore generale Antonio D'Urso ha sottolineato come l'unità operativa di Otorinolaringoiatria sia un punto di riferimento per la città di Sassari. «Un plauso va alla squadra diretta da Francesco Bussu. La struttura è in forte crescita – ha ricordato D'Urso – in costante aumento i casi presi in carico e la loro complessità, segno di come l'unità operativa sia un'articolazione importante dell'Aou e un punto di riferimento per la didattica e la sanità della città e del territorio». L'arcivescovo quindi, nel reparto al secondo piano della stecca bianca di Viale San Pietro, ha salutato i degenti e ha esposto la preziosa reliquia del Santo incastonata in un reliquario d'argento del 1500, oggetto di secolare devozione per i sassaresi.
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