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Sassari NewsnotiziesardegnaPoliticaRegione › Pigliaru punta sull´insularità
Red 19 gennaio 2019
«L´Europa è direzione giusta, ma servono regole migliori. Necessaria e urgente attuazione dell´articolo 174 su insularità», ha dichiarato il presidente della Regione autonoma della Sardegna, aprendo il convegno “La Sardegna incontra l’Europa”
Pigliaru punta sull´insularità


CAGLIARI - «L’Istituzione Europa non è perfetta, ma è fondamentale. Per questo, tutti noi abbiamo il dovere di lavorare per migliorarla». Lo ha detto ieri mattina (venerdì), il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru aprendo il convegno “La Sardegna incontra l’Europa”, ospitato nella sala Mem di Cagliari, ed al quale è intervenuto il ministro per le Politiche europee Paolo Savona. Nella sua relazione, Pigliaru ha messo l’accento sul rapporto tra le Regioni e Bruxelles, con particolare riferimento al tema dell’insularità.

«Parliamo innanzitutto delle risorse - ha detto il presidente, facendo riferimento ai Fondi strutturali - che ci sono, sono consistenti e sono essenziali per una corretta politica di coesione. Noi abbiamo fatto tesoro degli errori che la Sardegna ha fatto nei decenni passati - ha spiegato - evitando di perdere queste preziose risorse o dividerle in mille azioni poco efficaci, ma al contrario usandole e trovando il coraggio di fare scelte, dall’inclusione sociale al rischio idrogeologico sino al sostegno alle imprese, con particolare attenzione all’innovazione. E questo, lavorare nel presente per guardare al futuro, è un passaggio sostanziale - ha sottolineato Francesco Pigliaru - perché sviluppo vuol dire riuscire ad avere più imprese, vuol dire riuscire a tenere qui i nostri talenti, favorendo la crescita costante di un ecosistema innovativo».

Da qui alle prospettive aperte dalla definizione della politica di coesione post 2020, «che non deve fare passi indietro sul fronte della coesione territoriale e sociale - ha avvertito il governatore dell'Isola - Per molti cittadini l’Europa è un modello in crisi, che ha aperto aspettative importanti ma che, nell’affrontare le attuali difficoltà, rischia di minare la sua stessa idea, rischia società che si chiudono riportandoci ad un inquietante passato. Ciò può dare consenso nel breve periodo, ma è una sconfitta che non ci possiamo permettere, perché l’Europa è una costruzione imperfetta, ma che va nella direzione giusta, quella della cooperazione, della collaborazione, della fiducia. E la politica di coesione post 2020 deve dare prova di questa volontà, così come la macchina europea, nella sua complessità, deve intervenire sulle regole, scriverne di migliori, di più chiare, mostrando di saper affrontare i problemi con flessibilità intelligente, tenendo conto della specificità dei territori».

Il riferimento diretto, nell’intervento di Pigliaru, è all’insularità, «di cui parlo anche a nome dei presidenti di Baleari e Corsica, isole con le quali per la prima volta, la Sardegna porta avanti insieme, concretamente, un lavoro nei confronti dell’Europa e con cui, a giorni, presenteremo un’ulteriore iniziativa comune. I funzionari di Bruxelles fanno fatica a capire i problemi concreti che noi ci troviamo ad affrontare quotidianamente, a partire dalla mobilità. Gli aerei sono la nostra alta velocità - ha proseguito - perché con tutta evidenza non abbiamo alternative, eppure dobbiamo sottostare a regole sugli aiuti di Stato che a volte rendono difficile rispondere ai bisogni dei nostri territori. Non è dunque solo una questione di risorse, è la necessità, l’urgenza di incidere su una normativa ingiusta, che lede il principio di pari opportunità per cittadini e imprese. È la necessità, l’urgenza, di poter spendere le nostre risorse per ciò che realmente ci serve, perché finalmente si superino ostacoli incomprensibili, che rendono disarmonico e contraddittorio il disegno europeo rispetto alle esigenze di chi vive in un’isola. L’articolo 174 del Trattato di Funzionamento dell’Ue riconosce l’insularità. È tempo di attuarlo - ha concluso Pigliaru - e anche così miglioreremo l’Europa».

Nella foto: un momento dell'incontro
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