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Red 19 dicembre 2018
Durante l’attività didattica svolta sul campo per il corso di morfodinamica e conservazione dei litorali tenuto da Sandro Demuro, sono cominciate le riprese aeree nel Parco nazionale con l’ausilio di un drone. Consentiranno di studiare lo stato di salute delle spiagge e delle dune, come previsto dal protocollo di intesa firmato dal rettore Maria Del Zompo con l’Ente parco
Ricercatori UniCa alla Maddalena


LA MADDALENA - Durante l’attività didattica del corso di Morfodinamica e Conservazione dei litorali, tenuto da Sandro Demuro all’Università degli studi di Cagliari, svolta sulle spiagge e sulle dune del Parco nazionale della Maddalena, è stata per la prima volta effettuata l’acquisizione aerea da drone di immagini sferiche per la visualizzazione e ispezione di luoghi e siti dall’alto. «Le riprese panoramiche sferiche permettono di visualizzare uno spazio nelle tre dimensioni dando al visitatore la sensazione di trovarsi al suo interno – spiega Demuro – Si tratta di una rappresentazione fotografica dei luoghi che consente di visitare in maniera virtuale spazi aperti, territori e ambienti. Le immagini immersive saranno ora ottimizzate per essere veicolate attraverso la realtà virtuale e i relativi visori Vr e utilizzate sperimentalmentalmente per la valutazione di criticità e impatti antropici per una migliore gestione delle spiagge del Parco».

Gli studenti del corso hanno alloggiato nella foresteria del Parco, mentre le riprese immersive e video fotografiche sono state realizzate da Andrea Alvito (della società Teravista) sulle spiagge individuate dal team di ricerca guidato da Sandro Demuro come campione iniziale, Cala Andreani (nota anche come “spiaggia del relitto”), Due Mari, Monti de Arena e Bassa Trinita, ma verranno presto estese a tutte le spiagge del Parco nazionale grazie al protocollo di intesa tra il “Coastal and marine geomorphology group”, dell'Università degli studi di Cagliari e l’Ente Parco con l’obiettivo di migliorare la conservazione e fruizione degli ecosistemi. L’accordo, firmato nei giorni scorsi dal rettore Del Zompo e dal presidente dell’Ente Parco Fabrizio Fonnesu è nato dal fatto che i risultati degli studi commissionati negli anni dal Parco a vari enti di ricerca hanno messo in evidenza uno stato di deterioramento di alcune spiagge e coste: di qui, la necessità di poter disporre di ricerche approfondite e di un attento monitoraggio, anche per elaborare gli opportuni regolamenti che indichino la fruizione corretta di beni ambientali dal valore incalcolabile.

L’obiettivo del Parco è la conservazione e la salvaguardia degli habitat, della flora e della fauna che caratterizzano questi ambienti. Le priorità assolute indicate dal professor Demuro e dai tecnici di Oceans (l’Osservatorio che opera nel Faro della Marina militare di Punta Sardegna, a Palau, dunque a poca distanza dall’Arcipelago) sono la messa a sistema delle informazioni sui sistemi di spiaggia, la realizzazione di sopralluoghi, monitoraggi, studi e ricerche sulle spiagge e sulle coste individuate di prioritario interesse, un Piano di comunicazione e di educazione ambientale che permettano a tutti la corretta fruizione delle spiagge e delle coste.
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