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Red 6 novembre 2018
«E´ evidente che sono atti come questo a alimentare il conflitto tra cittadini e quel tipo di politica, che si traduce sempre più in rifiuto, in allontanamento da quello che invece dovrebbe essere il principale valore di una comunità libera, ovvero la partecipazioni e il confronto civico con le istituzioni», dichiarano all´unisono i rappresentanti di Patto civico Stefano Lubrano e di Nci Maria Grazia Salaris ed Emiliano Piras
«Consiglieri, no all´integrazione pensionistica»


ALGHERO - «Negli ultimi dieci anni, uno dei temi che ha caratterizzato il dibattito politico nell'opinione pubblica è dato dal costo che i cittadini sono chiamati a sostenere per mantenere lo Stato, le Regioni e gli Enti locali. Spesso ci si è trovati difronte a importi enormi e ingiustificati per le più svariate voci che nulla avevano a che vedere con l'effettiva responsabilità dovute alle cariche pubbliche ricoperte o a benefit fuori luogo come regalìe e orpelli di ogni genere».

Inizia così la nota firmata dai rappresentanti di Patto civico Stefano Lubrano e di Nci Maria Grazia Salaris ed Emiliano Piras, su uno degli argomenti caldi della politica isolana. «Nonostante quindi il tema della spesa pubblica sia dibattuto come e, forse, più dei Mondiali di calcio continuiamo a leggere di spese assurde e fra queste si distingue il maldestro tentativo dei consiglieri regionali sardi di auto-riconoscersi un'integrazione ai fini pensionistici, con validità retroattiva, che consentirebbe a chi oggi siede sulle poltrone da consigliere regionale di aggiungere benefici a quelli importanti già oggi riconosciuti, aggravando, pare, di ulteriori 6milioni di euro la spesa pubblica regionale solo per questa norma», sottolineano.

«E' evidente che sono atti come questo a alimentare il conflitto tra cittadini e quel tipo di politica, che si traduce sempre più in rifiuto, in allontanamento da quello che invece dovrebbe essere il principale valore di una comunità libera, ovvero la partecipazioni e il confronto civico con le istituzioni. Crediamo non vi sia giustificazione alcuna, abbiamo la piena convinzione che quasi tutti i consiglieri regionali si siano voluti attribuire “certezze” economiche future, forse pensando al proprio domani, pieno di incertezze, dimenticandosi ancora una volta che il loro ruolo, pagato lautamente, è quello di lavorare per il domani, possibilmente roseo, dei sardi. Bisogna avere il coraggio di rompere con il passato, perché, se è vero che fare politica a volte comporta sacrifici, la grande sfida sta nel sapere interpretare il proprio ruolo di buon amministratore al pari di un buon padre di famiglia», concludono Lubrano, Salaris e Piras.
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