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Tore Piana 3 luglio 2018
L'opinione di Tore Piana
Troppe ombre sui lavori della Sassari-Olbia


E’ una storia infinita quella della realizzazione della strada 4 corsie Sassari- Olbia, che doveva vedere il suo completamento nel 2019. Appalti, aggiudicazioni, ribassi inverosimili (oltre il 43percento) in alcuni casi, fallimenti, cause, subappaltatori non pagati. Oggi apprendiamo altri fatti eclatanti, che riguardano da vicino seri professionisti sardi e sassaresi, che con onestà e grande capacità hanno realizzato i progetti esecutivi del Lotto 2 per un importo pari a 2milioni di euro e non sono stati pagati, nonostante l’Anas abbia pagato l’impresa, vincolando il suo pagamento al saldo della parcella degli ingegneri di Sassari. L’impresa, una volta incassato il primo Sal, non paga i progettisti, che ora chiedono al Tribunale di Roma il sequestro all’Anas del progetto esecutivo del secondo lotto o che quest’ultima si assuma la responsabilità del proprio operato e paghi direttamente i progettisti. Tutto ciò rendendo impossibile l’avvio dei lavori. Una storia infinita, che non vuole chiamare la strada in costruzione Sassari-Olbia, ma bensì Olbia–Ploaghe, perché il tratto della Ss131 che collega Ploaghe a Sassari, non è stato minimamente preso in considerazione. Si pensi alla discesa di Codrongianos, dove non c’è settimana che non capiti incidente ed al pericolo del costone di Scala di Giocca, posto all’ingresso delle gallerie, problema più volte sollevata all’Anas dal sottoscritto, a tutt’oggi senza esito.

Ora la storia del Lotto 2, per il tratto che va dal bivio di Ardara al bivio di Tula. Un lotto del valore di circa 150milioni di euro, inizialmente aggiudicato ad un Ati formata da due imprese, di cui una sarda, e all’impresa capofila Vidoni Spa, che pare sia fallita ancor prima di iniziare i lavori. Successivamente, la capofila viene sostituita dalla società Oberosler Spa, e la stessa, dopo aver iniziato i lavori ed incassato il primo Sal dove era compreso l’onorario per i progettisti sassaresi, nonostante questo fosse un pagamento vincolato al saldo delle parcelle degli ingegneri sassaresi, ha utilizzato i soldi per altro, lasciando insolute le parcelle degli ingegneri. A ottobre 2017, la Obersosler Spa presenta richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Bolzano; successivamente l’Anas, per i ritardi accumulati e la situazione di inadempienza aveva iniziato le procedure di rescissione dell’appalto; nel mentre il Tribunale di Bolzano sospendeva d’ufficio i lavori, ben due volte per sessanta giorni ciascuna, alla ricerca di qualcuno che acquistasse il ramo d’azienda della Oberosler e impedendo all’Anas la rescissione. I progettisti sassaresi a questo punto inoltrano una richiesta di sequestro del progetto esecutivo all’Anas presso il Foro competente del Tribunale di Roma. A questo punto, i lavori non possono certamente proseguire, tutto è bloccato, tutto tace, si aspettano le decisioni del Tribunale. Intanto, i progettisti sassaresi restano senza essere pagati.

Nel frattempo, il Tribunale trova un acquirente e avvia la procedura di vendita di ramo d’azienda della Oberosler alla impresa Pessina Spa, che in virtù di tale acquisto diventa titolare dell’appalto del Lotto 2 e del suo completamento, insieme alle altre due imprese dell’Ati. Per intenderci, la Pessina Spa è la ditta che sta realizzando i lavori dell’Orto botanico di Sassari. La situazione attuale, ora appare surreale. L’Anas al momento non paga i progettisti, nonostante abbia gli strumenti per poterlo fare, detraendo i costi della progettazione dall’importo dei lavori che deve ancora pagare a Oberosler, visto che Oberosler ha usato per se i denari ricevuti e, non ricevendo le fatture quietanzate dei progettisti non può pagare i Sal successivi alle altre imprese. Nel frattempo, la Regione Sardegna perde il controllo dei lavori, e non è più commissario dei lavori della Olbia-Ploaghe, controllo che ritorna in capo all’Anas nazionale. Una situazione assurda e irreale che, in questi giorni, viene analizzata dalla Segreteria regionale del movimento politico di Energie per l’Italia, guidato da Tore Piana, che sentite numerose persone coinvolte, decide di rendere pubblica la situazione venutasi a creare e di scrivere con carta intestata del movimento politico al presidente della Regione Sardegna, all’assessore regionale ai Lavori pubblici, al capo Dipartimento Anas di Cagliari e Roma e al ministro delle Infrastrutture, informandoli della vicenda e chiedergli di risolvere e sbloccare l’intricata vicenda.

* coordinatore regionale di Energie per l’Italia
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