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Red 4 giugno 2018
«Il Ddl Governo del territorio guarda con grande attenzione ai centri storici e all´agro», ha dichiarato l´assessore regionale degli Enti locali
Città Terra cruda: Erriu a Donori


DONORI - «I Piani particolareggiati dei centri storici hanno un valore elevato sotto il profilo identitario e culturale, ma comportano scelte difficili, perché non sempre ai proprietari delle case piace sentirsi dire quale colore possono scegliere per la facciata, oppure quale tetto possono montare. Lo stesso vale per la tutela delle case tradizionali in terra cruda, per le quali ci sono disposizioni piuttosto rigide. In passato, ognuno faceva un po’ ciò che voleva. Oggi non è più possibile. Ecco perché è indispensabile un cambio di passo, senza esagerare con regole e vincoli perché, quando diventano opprimenti, producono nei cittadini l’effetto contrario». Così, l’assessore regionale dell’Urbanistica Cristiano Erriu alla tavola rotonda organizzata dall’Associazione internazionale Città della Terra cruda all’ex Montegranatico di Donori, alla quale hanno preso parte numerosi sindaci del territorio ed il presidente dell’Associazione e sindaco di Samassi Enrico Pusceddu. Il tema dell’incontro era “Idee per la qualità architettonica e urbanistica dei paesi della Sardegna”.

«Questo confronto – ha sottolineato Erriu – è un’ulteriore, importante occasione per discutere insieme del disegno di legge di Governo del territorio, in quanto l’urbanistica è soltanto una componente di un testo che è decisamente più complesso. Occorre coraggio per investire sui centri storici perché, diciamolo chiaramente, è scomodo vivere nei centri matrice: strade strette e penuria di parcheggi sono soltanto alcuni dei problemi più ricorrenti. Inoltre, al momento non ci sono molti strumenti che rendano appetibile per i privati investire in un centro storico per riqualificare un vecchio edificio. Occorre inoltre adeguare i Puc di molti Comuni, ma sinora gli Enti locali si sono bloccati di fronte ai tanti adempimenti: è necessario semplificare i passaggi tecnici e burocratici. Una risposta che la Regione vuole dare è quella di creare delle condotte urbanistiche: ottanta tecnici andranno a lavorare nelle Unioni o per gruppi di Comuni che si consoceranno, per aiutare gli uffici tecnici ad adeguare i Piani urbanistici al Ppr. Il singolo ente locale, soprattutto se è molto piccolo, da solo non ce la fa. La cooperazione intercomunale è una risposta vincente».

«Trovarsi a parlare di queste tematiche nel Parteolla, regione notoriamente caratterizzata dalla qualità dell’agricoltura, in particolare con oliveti e vigneti di pregio, ci induce a fare una riflessione sulla cura dell’agro - ha concluso l’assessore regionale - Il Ddl garantisce una particolare attenzione alle zone rurali, non solo per salvaguardare gli aspetti paesaggistici ma anche per limitare il consumo del suolo. Non è più possibile consentire a tutti di edificare, a meno che non sia dimostrata l’alta redditività delle coltivazioni fatte su un appezzamento di terra. Stiamo parlando di residenze, ovviamente, non dei fabbricati strumentali. L’agro va maggiormente governato per la produzione di cibo a vantaggio delle comunità. È una sfida e spero che la Sardegna la raccolga. I sindaci devono diventare i veri depositari del lavoro di verifica e autorizzazione».

Nella foto: un momento dell'incontro
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