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Red 1 giugno 2018
«Duecento domande presentate in Sardegna. E´ un buon risultato, ma vogliamo che il numero cresca», ha dichiarato il presidente della Regione Francesco Pigliaru, intervenuto giovedì a Sassari
Resto al sud: incontro a Sassari


SASSARI - «Dalla Sardegna sono partite quasi duecento domande per “Resto al sud”. È già un buon risultato, ma vogliamo che questo numero cresca ancora, e di molto. Perciò stiamo sostenendo con impegno questi incontri, perché più forte e chiaro arriva il messaggio, più persone ne sono informate, tanto maggiori sono le possibilità di raggiungere il miglior risultato». Lo ha detto ieri mattina (giovedì) il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, aprendo a Sassari, nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia, il secondo incontro di approfondimento su Resto al sud, il programma del Governo per la creazione di nuove imprese nel Mezzogiorno. All’appuntamento, organizzato dalla Regione e da Invitalia, che il 10 maggio avevano promosso un'iniziativa analoga a Cagliari, sono intervenuti Gianmarco Verachi (di Invitalia, responsabile nazionale del bando), Giuseppe Cuccurese (presidente dell’Abi Sardegna) ed il direttore generale dell’Aspal Massimo Temussi, che ha chiuso i lavori. In platea, tanti ragazzi pronti a sfruttare l'opportunità offerta dal bando.

«Alle istituzioni spetta il compito di creare un contesto favorevole, come stiamo facendo noi, ma poi sono le imprese a creare lavoro e sviluppo - ha proseguito Pigliaru - e ce ne servono molte di più rispetto a quelle che abbiamo. Ci serve che ogni giovane di talento sappia che oggi esiste un'opportunità straordinaria, unica, per trasformare la propria idea in impresa reale. E neanche una goccia di questo talento deve andare sprecata, vogliamo che le potenzialità diventino successi concreti e che non debbano mai dissolversi nella rassegnazione o nell'emigrazione. Per questo stiamo girando la Sardegna - ha concluso il governatore dell'Isola, che ha ricordato come il programma Resto al sud si integri perfettamente con le politiche portate avanti dalla Regione, da LavoRas a Talent up - perché è fondamentale far crescere il più possibile queste scommesse sulle imprese, che sono scommesse sullo sviluppo e quindi sul futuro della Sardegna».

Alcuni giovani imprenditori hanno poi raccontato le loro esperienze positive, portate avanti grazie a programmi ed incentivi regionali. Di particolare interesse le testimonianze di due giovani imprenditori algheresi, che hanno avviato un fast food di pasta fresca grazie al microcredito regionale, cosi come quella di un'imprenditrice nel settore della moda e di altri giovani, che hanno già inoltrato la domanda per gli incentivi della misura Resto al sud. Durante i lavori, gli operatori dell’Aspal hanno fornito informazioni specifiche e materiali sul bando. Proprio l'Aspal sta svolgendo un capillare lavoro di informazione e sensibilizzazione in tutto il territorio regionale.

«Per Resto al sud, l'Aspal - ha spiegato Temussi - ha messo in campo la sua ampia rete di Centri per l'impiego attraverso 110 seminari territoriali, che hanno coinvolto circa 800 giovani. Abbiamo voluto puntare su un'informazione diffusa per far conoscere il più possibile la misura e accompagnare gli aspiranti imprenditori verso lo sviluppo dell'idea d'impresa. L'Aspal fornisce un supporto tecnico per la realizzazione del business plan fino alla predisposizione della domanda. Un servizio che consente ai giovani di acquisire una maggiore consapevolezza e incoraggiarli a intraprendere la strada imprenditoriale. Crediamo che questa sia una ricetta per la disoccupazione oltre al lavoro dipendente».

In Sardegna sono 190 le domande presentate finora ad Invitalia per Resto al sud, con investimenti che ammontano a 9,5milioni di euro. I posti di lavoro che le nuove idee potrebbero generare sono circa 600. Turismo, servizi, artigianato e manifatturiero i settori in cui i giovani vogliono operare. Come ha illustrato Verachi nel suo intervento, l'incentivo introdotto dal Governo sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali da parte dei giovani under 36, residenti in otto regioni del Mezzogiorno tra le quali la Sardegna. Lo strumento prevede un finanziamento di 50mila euro per ogni richiedente fino ad un massimo di 200mila e finanzia beni immobili, macchinari ed attrezzature, oppure programmi e servizi informatici. Le agevolazioni coprono il 100percento delle spese e consistono in un contributo a fondo perduto pari al 35percento del programma ed un finanziamento bancario per il restante 65percento.

Nella foto: un momento dell'incontro
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