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Red 7 aprile 2018
Buon successo per la seconda giornata dell’evento dedicato ai “borghi autentici e turismo rurale”, primo di sette appuntamenti del programma di incontri di approfondimento professionale e confronto interattivo rivolti ad operatori turistici ed amministratori locali
Sardinia tourism call2action: apprezzamenti


OLBIA - I borghi sono una delle espressioni più attuali e vive del turismo esperienziale, nuova frontiera che ha preso il posto del turismo di destinazione e motivazionale, i viaggiatori oggi ricercano esperienze e sono attori delle loro vacanze, sono loro, inoltre, a determinare l’offerta, non più viceversa: perciò, accogliendo le richieste del mercato, occorre proporre esperienze autentiche e di alto valore, alle quali associare servizi di qualità. È in sintesi il concetto emerso dalla seconda giornata dell’evento dedicato ai “borghi autentici e turismo rurale”, primo di sette appuntamenti di Sardinia tourism call2action, programma di incontri di approfondimento professionale e confronto interattivo rivolti a operatori turistici e amministratori locali, attivato dalla Geasar e sostenuti dall’Assessorato regionale nell’ambito del Piano di promozione e comunicazione attraverso il sistema aeroportuale sardo.

A fare gli onori di casa è stato il direttore commerciale della Geasar Lucio Murru, che ha posizionato la scelta del tematismo: «Partiamo dal turismo nei borghi non certo per scelta arbitraria, ma perché la loro valorizzazione, messa a sistema e promozione rientrano nel progetto turistico strategico nazionale di Mibact, nelle attività promozionali dell’Enit ed è espresso esplicitamente nella nuova legge regionale sul turismo». A coordinare i lavori della giornata Josep Ejarque, esperto di marketing territoriale e di destination management: «Nel 2017, anno dei borghi – ha spiegato - sono andati in scena una serie di convegni sulle offerte dei borghi nazionali, incentrati in gran parte sui modelli delle città d’arte, un modello-prodotto di massa inapplicabile nell’Isola, perché non ci sono servizi standardizzati delle grandi città e, soprattutto, i turisti vogliono il contrario, sono interessati alla vera autenticità, alle specificità delle realtà sarde, a viverle dal di dentro, a sentire le sensazioni e scoprire patrimonio culturale e tradizionale, a servizi di qualità, non di massa. Questo è il vero vantaggio competitivo della Sardegna, la sua proposta totalmente diversa e fortemente caratterizzata, la sua personalità identitaria è il punto forza, capace di generare un’offerta autentica, esclusiva, unica, fermo restando che la potenzialità dei borghi sardi passa dal coinvolgimento delle persone e delle comunità. Il borgo-destinazione sardo – ha concluso - deve essere multiprodotto, deve assecondare le richieste della domanda, deve proporre varie esperienze, vere, quelle che ricercano i turisti, che vogliono sentirsi parte della comunità, immersi nel contesto, vogliono conoscere dal di dentro il “genius loci”, il territorio».

Nel corso della giornata, di fronte ad una sala congressi dell’aeroporto Costa Smeralda gremita da operatori turistici e di servizi, amministratori locali e studenti universitari, è andata in scena una conferenza partecipata a cura di professionisti nazionali ed internazionali, che partendo dagli elementi base di un borgo-destinazione turistica, si è sviluppato intorno alla strutturazione di un’offerta attrattiva ed autentica, all’accoglienza nei borghi, alla promozione del prodotto tematico, all’individuazione del modello nazionale di settore più adeguato per la Sardegna, ai casi di successo in contesti regionali, nazionali ed europei. Sono intervenuti Emma Taveri (di Destination makers), Tiziana Tirelli (esperta di turismo sostenibile che ha parlato del passaggio dei borghi sardi «da risorsa unica e non riproducibile a prodotto turistico, riconosciuto dal mercato»), Giovanni Antonio Capitta (in rappresentanza del borgo autentico di Silanus), Vanni Treu (della coop. Cramars e Carnia greeters, che ha messo in evidenza come autenticità e comunità siano la forza della competitività dei borghi e dei territori vicini), Roger Bataille (sindaco di Ervy Le Chatel e vicepresidente di Petites citès de caractere, che ha parlato dell’esperienza di sviluppo dal patrimonio in una piccola unità urbana in Francia: «il successo di un patrimonio notevole, animato, vivo, come quello dei borghi, sta nell’equilibrio sottile tra economia residenziale, economia produttiva ed economia turistica»). Ed ancora, Donatella Capelli e Roberto Orrù (dirigente e funzionario competenti dell’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio, hanno presentato le premesse della Rete dei borghi caratteristici della Sardegna che «attraverso una visione integrata della filiera turistica, accompagnerà il percorso e metterà a sistema i borghi sardi candidabili, con la prospettiva di creare condizioni di sviluppo e intercettare una domanda rivolta a un’esperienza di vacanza legata a persone, comunità, tradizioni, attraente e competitiva»), Isabella Andrighetti (in rappresentanza dei borghi Bandiera arancione del Touring club Italia), Gianfilippo Mignogna (in rappresentanza dei Borghi autentici d’Italia), Franco Cuccureddu (in rappresentanza dei Borghi più belli d’Italia), Ottavia Ricci (in rappresentanza del Mibact), Mimma Stano (assessore al Turismo del Comune di Laterza. Infine, Andrea Altea, assessore al Turismo di Aggius, borgo Bandiera arancione, che ha messo in evidenza come l’esperienza dei visitatori del paese gallurese è da “cittadini temporanei”, non da estranei, ma calati nella comunità. In conclusione, una question time ed una tavola rotonda, molto partecipate ed interessanti, incentrate su tutti i temi della conferenza. L’appuntamento di call2action, una sorta di chiamata a raccolta per tutti gli stakeholder del mondo turistico regionale, si è concluso ieri (venerdì) con un educational tour per operatori e media, con un itinerario tra Baronia e Barbagia, tra Galtellì, Mamoiada ed Orgosolo.
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