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Red 9 febbraio 2018
I finanzieri del Comando provinciale hanno sequestrato oltre 200mila capi ed accessori di abbigliamento contraffatti. Cinque i responsabili denunciati
Contraffazione: sequestri e denunce a Sassari


SASSARI - I finanzieri del Comando provinciale di Sassari, nel corso di un'articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica della stessa città, ha sequestrato oltre 202mila capi di abbigliamento ed accessori con marchi contraffatti delle più note griffe di moda. Come ormai noto, anche in virtù di precedenti indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di finanza di Sassari, il mercato illecito di merce contraffatta utilizza sempre di più i canali di approvvigionamento on-line. A partire da questa circostanza, i finanzieri sono riusciti ad individuare alcune linee di importazione di grossi quantitativi di merci contraffatte provenienti dall’estero e destinate a rifornire il mercato del falso in tutta Italia. Le indagini condotte dai Baschi verdi di Sassari sono partite a luglio, dopo aver monitorato alcuni profili pubblicati su famosi social network e particolarmente attivi nella vendita di capi d’abbigliamento proposti, anche esplicitamente, come contraffatti. I militari quindi, dopo aver sorvegliato a lungo i responsabili dei profili individuati, sono riusciti ad effettuare i primi riscontri procedendo al fermo di quattro cartoni, risultati poi contenere cinquanta borse contraffatte riproducenti il marchio “Louis Vuitton” diretti a Budoni.

Dall’analisi dei dati relativi a questa spedizione è stato poi relativamente facile ricostruire la filiera ed individuare le società mittenti, situate prevalentemente in Grecia, Germania e Gran Bretagna. A quel punto, le Fiamme gialle, coordinate dal pubblico ministero Maria Paola Asara, hanno intercettato e bloccato, in tre centri di smistamento del nord Italia, tutte le spedizioni provenienti dalle società estere individuate, destinate ad indirizzi sparsi su tutto il territorio nazionale, evitando che l’ingente quantitativo di merce contraffatta potesse essere immesso sul mercato. Fra i pacchi in arrivo, ne sono stati monitorati con particolare attenzione alcuni destinati alla consegna proprio nel capoluogo turritano e diretti ad un extracomunitario dimorante nel centro storico. Gli stessi, sono risultati poi contenere alcune scarpe contraffatte e circa 2mila etichette riproducenti il marchio di sei noti brand di moda; il successivo intervento dei militari, operato non appena il destinatario ha ritirato il pacco sulla porta di casa, ha permesso di scoprire un vero e proprio laboratorio tessile destinato alla trasformazione di capi cd “neutri” in capi contraffatti.

E' quindi scattato il sequestro di quasi 5mila capi d’abbigliamento ed accessori contraffatti, oltre a due macchine da cucire utilizzate per l’illecita attività. Inoltre, grazie alle attività di pedinamento condotte, i militari della Sezione Pronto impiego della Compagnia di Sassari sono riusciti a risalire ad altre cinque persone (di cui quattro sassaresi), che detenevano ai fini della vendita le merci contraffatte appena introdotte in Italia. I cinque sono stati denunciati a piede libero all’Autorità giudiziaria per reati di introduzione nel territorio dello stato, commercializzazione e vendita di prodotti recanti marchi contraffatti. L’intero servizio ha permesso di sottoporre a sequestro oltre 202mila capi ed accessori contraffatti recanti segni distintivi delle più famose griffe di moda. Fra gli articoli sequestrati erano presenti capi d’abbigliamento muniti di etichette e marchi falsificati dei più famosi brand internazionali, pronti per essere immessi in commercio. In particolare, molti capi di abbigliamento di marchi come Louis Vuitton, Burberry, Ralph Lauren, Fred Perry, Celine, Gucci ed altri erano talmente perfetti che, una volta posti in vendita, avrebbero potuto ingannare anche il più attento dei clienti. Quello effettuato dai finanzieri di Sassari rappresenta, per il terzo anno consecutivo, uno dei più ingenti sequestri di merce contraffatta mai avvenuto nel capoluogo turritano, e ha permesso di porre fine ad un traffico di merci contraffatte che riforniva con centinaia di migliaia di pezzi il mercato del falso nel nord ovest.
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