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Red 4 dicembre 2017
In materia di innovazione tecnologica e ricerca scientifica, «sono elementi strategici per lo sviluppo», hanno sottolineato il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e l´assessore regionale della programmazione Raffaele Paci
Altri 6milioni per il Patto della Sardegna


CAGLIARI - 6milioni di euro sono disponibili dal Patto per la Sardegna per la promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica attraverso progetti di ricerca di base. «Siamo molto soddisfatti per un bando basato su risorse che ho voluto fortemente nel Patto firmato con il Governo e che del Patto sono una delle componenti più qualificanti e strategicamente importanti - dichiara il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru - Come abbiamo detto molte volte, l'investimento sulla ricerca di base e applicata è parte del disegno che riguarda tutta la filiera dell'istruzione, a partire dal programma Iscol@. I 30milioni complessivi che indirizziamo alla ricerca - prosegue Pigliaru - sono un investimento sul presente, concreto e con risorse immediatamente spendibili, perché le nostre università e il nostro intero sistema della ricerca siano sempre più in grado di mettere i nostri ragazzi alla pari con tutti gli altri».

Il bando è stato pubblicato dal Centro regionale di programmazione, e le domande possono essere presentate da lunedì 11 dicembre al 31 gennaio 2018. Queste risorse sono una parte dello stanziamento complessivo di 30milioni per la ricerca voluti dal presidente regionale nel Patto. Altri 6 sono già stati attribuiti alle due Università di Cagliari e Sassari per attrezzature tecnologiche. «Ricerca e innovazione sono due punti fondamentali della politica di questa Giunta e continuiamo a supportarli in ogni modo possibile, come stiamo facendo con questo nuovo bando - spiega l’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci - Siamo consapevoli di quanto sia importante la ricerca, perché è uno degli strumenti più importanti per lo sviluppo, per la crescita delle imprese e delle nostre Università, per la formazione del nostro capitale umano e dei giovani laureati. Così come l’innovazione è l’unico vero strumento a nostra disposizione per diventare competitivi a livello internazionale. Dalla ricerca parte tutto e attraverso l’innovazione passa tutto, anche per creare impresa e fare in modo che tutto questo si trasformi in nuova occupazione per i nostri giovani».

I progetti devono far riferimento alle seguenti aree: scienze matematiche ed informatiche, fisiche, chimiche, biologiche, della terra, mediche, agrarie e veterinarie, Ingegneria civile ed Architettura, Ingegneria industriale e dell’informazione, Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche, scienze storiche, filosofiche e pedagogiche, psicologiche, giuridiche, economiche e statistiche, politiche e sociali. Possono presentare domanda docenti o ricercatori universitari, personale strutturato di Enti pubblici di ricerca con sede operativa in Sardegna, personale strutturato delle Aziende sanitarie ed ospedaliere regionali. Saranno finanziati in ordine di merito, nei limiti fissati per ciascuna area, i progetti che abbiano riportato nella valutazione un punteggio minimo fino ad esaurimento delle risorse: i criteri di valutazione (la procedura è affidata a Cineca, Consorzio Interuniversitario) saranno la qualità scientifica del gruppo di ricerca, la qualità del progetto in termini costi-risultati, la qualità organizzativa del progetto. Una volta pubblicato l’esito della valutazione sul sito ufficiale della Regione, sarà sottoscritta una convenzione attuativa. I progetti devono essere realizzati entro ventiquattro mesi.

Nella foto: l'assessore regionale Raffaele Paci
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