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M.P. 12 agosto 2017
Diciotto capi scout Agesci provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati sull´Isola dell´Asinara per imparare ad affrontare i bisogni educativi di oggi
Agesci: campo scuola scout al Parco Asinara


PORTO TORRES - Diciotto capi scout Agesci provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati sull'Isola dell'Asinara per imparare ad affrontare i bisogni educativi di oggi. Sono stati affidati a loro i ragazzi e le ragazze tra gli 8 e i 20 anni educativi a diventare buoni cristiani e onesti cittadini, uomini e donne capaci di compiere scelte consapevoli per la propria vita. Il territorio aspro e selvaggio che caratterizza l'Isola si è dimostrato l'ideale per immergersi nella bellezza del creato ed evadere dal quotidiano, dando la possibilità di ritrovare l'essenzialità delle cose, meditato sui valori profondi che animano lo scoutismo cattolico: servizio al prossimo, vita di fede ed appartenenza alla Chiesa.

L'Isola grazie alla sua natura e conformazione si è rivelata ideale per mettere in pratica le tecniche di scouting e vita all'aria aperta basate sulla regola "osservare dedurre agire". È stato così possibile osservare profondamente la flora e la fauna locali, scoprire che tra le vie di Cala D'Oliva le bisce strisciano indisturbate o che un asino sosta i tutta tranquillità di fronte al bar del borgo senza curarsi dei turisti e della loro frenesia. Osservare la natura con occhio nuovo per riscoprire tutto lo stupore e scoprire quanto essa, si accolta nel modo giusto, sappia comunicarci la dimensione dell'infinito e del disegno divino. Una tecnica, quello dello scouting che se applicata alla vita di ogni giorno può indicarci una nuova modalità per interpretare con profondità le cose e le persone che ci circondano.

«È stato bello immergersi nella lunga e travagliata storia dell'Isola: una lunga carrellata dai primi manufatti nurargici fino a giungere del Lazzaretto e delle colonie penali, scenari di storia del nostro tempo forse troppo in fretta dimenticati», hanno detto i capi scout. Forte ed emozionante la visita al carcere di massima sicurezza di Cala D'Oliva, oggi gestito dall'Associazione contro le mafie Libera: un momento che ha suscitato sentimenti contrastanti. «Forse i valori che hanno animato questa esperienza e dei quali siamo testimoni potranno guidare a una risposta che la società di oggi ci richiede nella sua complessità a degli educatori», concludono i capi scout.
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