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Mariangela Pala 19 maggio 2017
Il primo cittadino dovrà chiedere scusa pubblicamente per salvare i rapporti con la Polizia locale. Lo chiede tutto il corpo dei vigili urbani per «le accuse diffamatorie sui social e gli atteggiamenti irrispettosi» da parte del consigliere pentastellato Andrea Falchi circa le modalità di svolgimento di alcune attività amministrative svolte dalla polizia municipale
«Parole diffamatorie»: i vigili chiedono scuse pubbliche da Wheeler


PORTO TORRES - Il primo cittadino dovrà chiedere scusa pubblicamente per salvare i rapporti con la Polizia locale. Lo chiede tutto il corpo dei vigili urbani per «le accuse diffamatorie sui social e gli atteggiamenti irrispettosi» da parte del consigliere pentastellato Andrea Falchi circa le modalità di svolgimento di alcune attività amministrative svolte dalla polizia municipale. Un disappunto nei confronti dell’amministrazione, del consigliere Falchi e in particolare del sindaco Sean Wheeler, perché quelle accuse «non hanno avuto per contro nessuna presa di posizione da parte del primo cittadino, diretto responsabile politico della Polizia locale, la cui totale indifferenza sembrerebbe voler assecondare tali atteggiamenti accusatori e diffamatori».

Parole dure quelle scritte nel documento firmato dalla comandante Katia Onida e dal personale della polizia municipale e inviato al sindaco e alla sua squadra di governo, oltre che ai consiglieri e alle segreterie territoriali Cgil, Cisl e Uil Sulpl. «L’atteggiamento irriguardoso e superficiale» con il quale si è espresso il consigliere Falchi risulta che «non sia informato sulle attività del Comando ne sulle motivazioni dei ritardi che da tempo il comandante ha provveduto ad evidenziare al sindaco e alla giunta». Alla base sussistono motivi legati all’organico insufficiente in particolare nel settore amministrativo, tra cessazioni di rapporti di lavoro ed «una politica di gestione del personale che non ha dato priorità alla carenza da tempo manifestata».

Una situazione critica, secondo i vigili, che ha inciso in maniera negativa sulle attività di vigilanza e controlli. Alla luce della diffamazione pubblica e «di fronte alle accuse ignorate dal sindaco», la polizia municipale auspica «le dovute e gradite scuse pubbliche» perché l’atteggiamento assunto «ha vanificato lo spirito di collaborazione costruttivo si ad ora avuto», una condizione che costringe il personale dei vigili ad assumere una posizione di irrigidimento «con conseguente sospensione di tutte le forme di lavoro straordinario».

Uno stato di cose destinato a permanere se come prima condizione il primo cittadino non decide di incontrare la comandante Katia Onida alla presenza delle Rsu e delle organizzazioni sindacali e di riconoscere pubblicamente l’errore attraverso un comunicato stampa, volto a tutelare l’immagine nella stessa misura e proporzione delle offese ricevute tramite il video pubblicato su facebook», si legge nella nota. Un filmato caratterizzato da una serie di condivisioni «e di commenti espressi da altri consiglieri determinando delle strumentalizzazioni politiche».

Il malcontento espresso dal corpo della polizia municipale investe tutti i settori dell’ente comunale tanto da coinvolgere i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil che hanno convocato un’assemblea sindacale fissata per il 25 maggio per discutere dello stato del personale dipendente circa l’organizzazione del lavoro e il riconoscimento del salario accessorio sulla produttività relativa al 2016. Un incontro che potrebbe concludersi con la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale dell’ente comunale.
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