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Red 17 maggio 2017
Gli studenti del Liceo Scientifico Giovanni Spano di Sassari e dell’Istituto Ianas di Tortolì venerdì saranno a Bono alla scoperta dei luoghi dove visse il grande rivoluzionario sardo
Viaggio alla scoperta di Giommaria Angioy


SASSARI - Un viaggio alla scoperta della città natale di Giovanni Maria Angioy, figura emblematica e rappresentativa dei “disterrados de eris e de oe”, per comprendere l'attualità odierna dell'emigrazione sarda attraverso le analogie con chi fugge dai paesi in guerra per partire sui barconi della speranza. Venerdì 19 maggio i ragazzi del Liceo scientifico Giovanni Spano di Sassari e dell’Istituto Ianas di Tortolì visiteranno i luoghi dell’infanzia del grande rivoluzionario sardo che, in seguito alla disfatta dei motti antifeudali di fine Settecento, fu costretto a fuggire in Francia dove restò esule e in povertà sino alla fine dei suoi giorni.

Gli studenti vedranno la casa natale di Angioy, la chiesa dove fu battezzato, le vie dedicate ai suoi parenti e ai suoi sodali e le postazioni dove gli abitanti di Bono difesero il borgo dagli assalti dei soldati vice-regi, inviati da Cagliari per distruggere il paese. L’appuntamento è la tappa conclusiva di due distinti progetti finanziati dalla Regione Sardegna nell’ambito delle attività legate a “Sa Die de sa Sardigna”, lavoro che in questi mesi ha portato gli studenti delle superiori ad approfondire la loro storia e a toccare con mano le fonti documentarie nell’archivio di Stato di Sassari.

A Bono i ragazzi presenteranno i lavori svolti durante il percorso di ricerca, impreziositi da testimonianze di studenti che metteranno a confronto esperienze individuali di migrazione. Alla fine delle attività si terrà un concerto del cantante folk Valentino Giuliano Mocci, una singolare occasione per scambiare conoscenze artistiche e culturali.

L’iniziativa è stata coordinata da Michele Pinna, docente di Filosofia al Liceo Spano ed esperto di storia angioyana, con il supporto di professionisti esterni all’istituto tra i quali l’archivista Stefano Alberto Tedde e il giornalista Salvatore Taras. Per Tortolì ha collaborato inoltre l’operatore linguistico e antropologo Ivan Marongiu. A Bono saranno presenti Michela Sau, primo cittadino del capoluogo del Goceano e Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, che gestisce il progetto di Tortolì.
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