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Sassari NewsnotiziesassariPoliticaSicurezza › Retroscena colpo Mondialpol: denuncia Pili
S.A. 7 marzo 2016
A denunciare i retroscena del colpo da oltre 11 milioni di euro alla sede di Caniga è il deputato sardo di Unidos Mauro Pili: poliziotti con armi datate e senza giubbotti antiproiettili
Retroscena colpo Mondialpol: denuncia Pili


SASSARI - «In Sardegna è vero allarme sicurezza e vi spiego perchè: quando nei giorni scorsi l'allarme rapina alla Mondial Pol di Sassari è arrivato al 113 l'evento criminoso, scrivono i verbali, era ancora in corso ed era in atto una sparatoria tra guardie giurate e malviventi». A denunciare i retroscena del colpo da oltre 11 milioni di euro alla sede di Caniga è il deputato sardo di Unidos Mauro Pili [LEGGI].

Prendendo come fonte una nota girata alla Questura di Sassari, Pili riferisce: «i poliziotti in servizio in quel momento si mobilitavano precipitandosi sul luogo dei fatti seppur, passati all'armeria del corpo di guardia, si rendevano conto che non vi erano armi lunghe disponibili (se non una mitraglietta Beretta calibro 9 del 1978) e non c'era disponibile nemmeno un giubbotto antiproiettile».

E ancora: «Una volta arrivati sul posto gli agenti intervenuti sul posto, che non sapevano ancora se all'interno dell'edificio fossero presenti i rapinatori, hanno fatto irruzione al buio, facendosi luce con i propri cellulari. Dai bossoli rinvenuti sul posto e da altro armamento trovato all'interno di un'autovettura in uso ai rapinatori, gli stessi erano in possesso di armi automatiche di grosso calibro ovvero una dotazione militare a fronte di armi limitate nel numero e datate».

«Ma se l'assalto fosse stato di terroristi, se in ballo ci fosse stato un obiettivo sensibile nel cuore della città? - chiede il politico -. Questa volta non ci sono state vittime ed è stata una fortuna». «Questa denuncia - conclude - serve a sollevare il velo pietoso di chi vuole coprire questa situazione gravissima e intollerabile, a tutela degli agenti e degli operatori tutti delle forze dell'ordine e dei cittadini».
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