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S.A. 19 febbraio 2016
Sabato 20 e domenica 21 febbraio, ai due appuntamenti celebrativi dei cent´anni dello scautismo a Sassari e nel territorio ci saranno anche loro, gli “anziani” che in gioventù hanno fatto parte del movimento e che ora, con la loro azione, proseguono la “missione scout” anche nella vita
100 anni di Scout a Sassari: il programma


SASSARI - «Semel scout, semper scout», cioè sei scout per una volta e lo sarai per sempre, e una volta cresciuto darai «l'esempio ai fratelli più giovani», perché gli “anziani” si interessano sempre delle unità e in questo modo incoraggiano i ragazzi. Sabato 20 e domenica 21 febbraio, ai due appuntamenti celebrativi dei cent'anni dello scautismo a Sassari e nel territorio ci saranno anche loro, gli “anziani” che in gioventù hanno fatto parte del movimento e che ora, con la loro azione, proseguono la “missione scout” anche nella vita.

Sabato 20 febbraio alle 18 l'appuntamento è nell'auditorium Giovanni Paolo II del Seminario, con il convegno i “100 anni di scautismo nella zona di Sassari, cento anni di educazione”. Al tavolo dei relatori, coordinati da Giangavino Dettori, capo scout e incaricato regionale alla formazione capi, ci saranno lo storico Franco Lecca, il responsabile della zona di Nuoro e formatore Agesci Danilo Portas, l'assistente ecclesiale regionale Agesci don Salvatore Fois, la pedagogista Laura Pinna e il sindaco Nicola Sanna. Domenica 21 febbraio, invece, l'appuntamento è con la “Giornata del pensiero 2016”, il Thinking day. In piazza d'Italia alle 9, per l'alzabandiera si ritroveranno tutti i gruppi di Sassari, Alghero, Porto Torres e Ozieri. Prima la messa con l'arcivescovo quindi giochi e tanto altro tra gli stand informativi che animeranno il salotto buono della città. Alle 16, dopo il rinnovo della Promessa, con l'ammaina bandiera gli scout si saluteranno e si daranno appuntamento nelle loro sedi.

A dare una testimonianza dell'attività di scout ci sarà anche Mario Spanedda, classe 1933, che nel 1949 a 16 anni entrava a far parte degli scout di Santa Maria. Per lui quella negli scout è stata un'esperienza che ha lasciato il segno, con ricordi bellissimi che restano vivi ancora oggi. Il suo è stato un percorso iniziato da subito come capo branco, proseguito come capo reparto e poi come capo clan. Nel 1964 diventò commissario provinciale e nel 1966 venne chiamato a dirigere il gruppo di Sassari III a San Nicola e contribuì all'apertura del Sassari IV a San Giuseppe. La sua esperienza di scout proseguì sino alla seconda metà degli anni Ottanta, quando decise di lasciare spazio ai giovani. Negli scout lo hanno seguito anche i suoi cinque figli che hanno iniziato la grande esperienza come lupetti e coccinelle.

Per Mario Spanedda il reparto è una occasione di formazione e di maturazione: «Cammini assieme ad altre persone come te che ti stimano – riprende – cresci, diventi uomo». E allora vivere all'interno del branco, del clan, del gruppo lascia in tutti un segno indelebile. «Per me – prosegue – quello che ho vissuto è diventato un sistema di vita che non può essere cancellato». Restano i momenti vissuti assieme, quando la tenda diventa una casa e il sacco a pelo il letto. Restano gli insegnamenti, sempre uguali da più di cent'anni, basati su uno schema educativo che fa perno su quattro punti: salute e forza fisica, abilità manuale, formazione del carattere e servizio del prossimo. Gli scout sabato e domenica lo racconteranno ai sassaresi e non solo, con tutto l'entusiasmo e il coinvolgimento che il movimento, creato nel 1907 da sir Robert Baden-Powell, è in grado di trasmettere. L'evento è organizzato dall'Agesci, l'associazione guide e scout cattolici italiani della zona di Sassari, con il patrocinio dell'amministrazione comunale guidata da Nicola Sanna.
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