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Red 24 gennaio 2016
Alla manifestazione a sostegno delle Unioni civili anche presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il sindaco di Sassari e una folta rappresentanza politica della vicina Alghero
Tutti in piazza a Sassari col cuore


SASSARI - Più di mille persone hanno partecipato in piazza d'Italia a #Svegliatisassari - è ora di essere civili!, il flash mob promosso dal Movimento omosessuale sardo, dal collettivo "Diritti al cuore" e da numerose associazioni a sostegno della legge sulle Unioni civili che la settimana prossima sarà sottoposta all'approvazione del Senato della Repubblica a Roma.

Presenti in piazza, tra gli altri, il senatore Silvio Lai e la deputata Giovanna Sanna, entrambi Pd, l'assessore regionale della Cultura, Claudia Firino, il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, il sindaco di Sassari, Nicola Sanna, assessori comunali e numerosi rappresentanti istituzionali, politici e culturali del territorio, compresa una folta rappresentanza politica della vicina Alghero.

Questo l'appello promosso nelle piazze italiane.
L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.
Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese. La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.
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