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Sassari NewsnotiziesassariCronacaSocietà › Sit-in per Unioni civili a Sassari. Il Questore vieta la piazza
S.A. 20 gennaio 2016
La manifestazione era promossa dal coordinamento di associazioni aderenti Diritti al Cuore e Sardegna Pride, in programma Sabato 23 Gennaio in piazza d’Italia. La motivazione del questore è la presenza, qualche ora prima, delle Sentinelle in Piedi
Sit-in per Unioni civili a Sassari
Il Questore vieta la piazza


SASSARI - La Questura di Sassari nega la piazza alla manifestazione a sostegno delle Unioni Civili, promossa dal coordinamento di associazioni aderenti Diritti al Cuore e Sardegna Pride, in programma Sabato 23 Gennaio in piazza d’Italia. La motivazione del questore è la presenza, qualche ora prima, delle Sentinelle in Piedi.

«Ci siamo recati in Questura questa mattina per trovare una soluzione al problema dato che la “veglia” del gruppo di cattolici omofobi è prevista nel primo pomeriggio fino alle 17:30. Abbiamo chiesto di anticipare di 30 minuti (fino alle 17:00) la loro contromanifestazione e di posticipare la nostra di un’ora (dalle 18:00) per permettere lo svolgimento di entrambe le manifestazioni, così da non creare tensioni e non cedere alla loro provocazione. Ma il Questore è stato irremovibile. Piazza vietata per i sostenitori della legge sulle unioni civili e permessa solo a chi manifesta contro gay e lesbiche, contro le unioni civili e per l’omofobia» dice rammaricato il presidente del Mos, Massimo Mele.

La manifestazione #SVEGLIATISASSARI, è ora di essere civili! si sarebbe dovuta unire a più di 80 piazze in tutta Italia. A Sassari centinaia di persone hanno già dato la loro adesione, così come associazioni, partiti, sindacati e rappresentanti delle Istituzioni, dal Sindaco alla presidente del Consiglio. «Crediamo quindi che il compito di un questore, degno di questo nome, sia quello di fare in modo che tutti possano manifestare per le proprie idee, persino provocatori di professione e dispensatori di odio come le Sentinelle in Piedi. Ma troviamo inaccettabile che la piazza venga vietata a chi sostiene i diritti per permettere solo a chi è contrario di manifestare» insiste Mele che chiede a nome di tutti la revisione della decisione: «noi non cancelleremo il nostro sit in e scenderemo in piazza ancora più convinti e convinte che è ora di “diventare civili!”».

Nella foto: Massimo Mele del Mos, Movimento Omosessuale Sardo
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